Il 9 Giugno 1889 veniva inaugurato il Monumento a Giordano Bruno
Quella che vedete in foto è una medaglia, realizzata nel 1889 in occasione dell’inaugurazione del monumento a Giordano Bruno, presente nell’Archivio Storico del Santuario Egizio d’Italia.

Lì a Campo de’Fiori, posta dove “il rogo arse”, si trova la statua, inaugurata il 9 giugno 1889, di Giordano Bruno, condannato al rogo dall’Inquisizione (1600) per le sue idee considerate eretiche. La statua ha il volto verso la Basilica di San Pietro in segno di ammonimento. Si racconta che l’allora Papa, Leone XIII, minacciò di lasciare Roma se fosse stata inaugurata quella statua e passò la giornata a pregare davanti alla statua di San Pietro, si dice che pregò contro «la lotta ad oltranza contro la religione cattolica».
Poco prima dell’inaugurazione il Papa minacciò di abbandonare Roma per rifugiarsi in Austria, qualora la statua fosse stata scoperta al pubblico. Il Primo Ministro italiano Francesco Crispi a tale intenzione rispose: «Se Sua Santità dovesse andare via dall’Italia non potrà più tornare». La Chiesa non riuscì a digerire la questione della statua e all’epoca dei Patti Lateranensi, siglati tra Benito Mussolini e Pio XI l’11 febbraio 1929, i cattolici chiesero la rimozione della statua e l’erezione al suo posto di una cappella di espiazione al Sacro Cuore di Gesù. Mussolini però non accettò, probabilmente perché ricordava i disordini accaduti non molti anni prima.

A chi domandava a Giordano Bruno il perché della sua religiosità così lontana paradigmi religiosi del suo tempo, del riferimento costante all’Egitto, Giordano rispondeva che “nell’Egitto sono in esilio i miei dei…”.
“Tu dunque ignori, egli diceva ad Asclepio, che l’Egitto è la copia del cielo o, per meglio dire, il luogo dove si trasferiscono e si proiettano qui, sulla terra, tutte le operazioni che le forze celesti governano e mettono in opera?. Anzi, per dire tutta la verità, la nostra terra è il tempio del mondo intero”
(Asclepio, 24)

