Raimondo Di Sangro N° 7 – Or. di Napoli

Molto spesso sul Web si leggono pagine di Logge massoniche.

Ciascuna rispettabile, nessuna esclusa, e a tutte vanno i Ns. più cari saluti ed auguri di Buon Lavoro. Qualcuna si richiama alla Tradizione Egizia, perché riconosce al Principe di san Severo il merito di aver innestato nella ritualità Massonica la ritualità egizia, che lui stesso adeguò, avendola a sua volta ricevuta dalla ininterrotta trasmissione che risale alla comunità alessandrina che a suo tempo s’insediò nella città di Napoli. Abbiamo dedicato la Ns. Loggia alla sua figura perché nella sua Opera ci riconosciamo, ci siamo impegnati per trovare un Tempio adeguato nel Triangolo Egizio perché qui nasce l’Eggregore della Ritualità che pratichiamo, in Loggia Azzurra e nel Regime degli Alti Gradi. 

I Fondatori sono tutti Maestri Massoni, tutti di spiccata moralità e tutti con anni e anni di Lavoro alle spalle. Voglio ricordare, tra i Fratelli e le Sorelle che la compongono, colui che tra noi è un discendente della stirpe del Principe, un “Di Sangro”, risvegliatosi dall’assonnamento perché entusiasta del Ns. progetto di riportare la capitale del Rito Egizio a Napoli, nel luogo in cui il suo Avo lo realizzò. Come non farlo per colui il quale, tra i membri che onorano la nostra Loggia, ha fondato a Napoli la Loggia “Perfetta Unione”, che a quella di Don Raimondo evidentemente si richiamava, il primo a riportarne la “pratica” nella Ns. città, il primo ad aver avuto l’Alto onore di ri-portarvi il Rito degli Alti Gradi. Sarebbe far torto se non ricordassi chi tra noi è riconosciuto come “egittologo” di indubbio valore, autore di testi considerati ovunque di enorme interesse.
Degli altri taccio, lo spazio è tiranno, e aggiungo di me soltanto perché doveroso, in quanto estensore di queste righe. Di me stesso però non parlo, dico solo che sono onorato di godere, quale M:.V:., della fiducia dei Fratelli e delle Sorelle della mia Loggia, e, dell’affetto che, nei tanti anni vissuti tra Squadra e Compasso, nelle varie parti d’Italia in cui mi sono trovato i Fratelli hanno voluto donarmi. In quanto Venerabile mi è stato chiesto di presentare la Ns. Loggia, altri mi seguiranno, andando oltre la semplice presentazione, ché numerosi saranno gli interventi, così come le Ns. iniziative nel mondo profano, allo scopo di farci riconoscere da chi ci è simile: Simil cum similibus!

AD MAIORA, FRATES, AD MAIORA SEMPER!