Sennedjem N° 9 – Or. di Roma

La RL “Sennedjem” all’Or di Roma, costituitasi quale loggia “sovrana” il 12/09/2015 dell’EV, pur avendo ricevuto per sorteggio il numero 9 all’atto di fondazione della Gran Loggia, è stata la prima loggia romana a praticare il Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm.

Dal suo Verbale d’Assemblea Costituente e dal suo Albo d’Oro originali, si evince che i suoi fondatori furono in 13, di cui 3 sorelle e 10 fratelli, pressoché tutti (e comunque ben oltre i 5 Maestri) iniziati ed elevati ai gradi superiori nelle principali Obbedienza Massoniche nazionali, il che è condizione essenziale perché la Loggia – a differenza della gran parte delle Logge Sovrane – avesse “validità iniziatica”, un elemento troppo spesso trascurato e che rende di fatto irregolari molte Logge non costituite all’interno di Obbedienze Massoniche Regolari.

Co-fondatore e primo Maestro Venerabile eletto della Loggia “Sennedjem” all’Or di Roma fu il Fr Alfredo Marocchino, Gran Ierofante del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm – Sovrano Santuario Tradizionale d’Italia | Regime degli Alti Gradi (RAG), che ebbe la regolare trasmissione della filiazione Robert Ambelain in Borgogna nel marso 2009 e, con essa, anche i rituali dei primi tre gradi del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm in uso presso tutte le Logge della GLIMM.

I Fondatori della Loggia affermarono concordemente che la costituzione della “Loggia Sovrana Sennedjem” all’Oriente di Roma nasceva dal comune intento di poter lavorare secondo un indirizzo profondamente spirituale e scevro dagli aspetti profani che purtroppo spesso caratterizzano la gran parte delle Logge Massoniche; oltre che dal desiderio di poter operare nella via della Tradizione Unica e Perenne, mediante l’utilizzo di antichi rituali di elevato contenuto sapienziale, nei quali l’aspetto iniziatico sia prevalente rispetto a quello meramente “etico” della gran parte della Muratoria Azzurra.

I Fondatori ritennero che la Massoneria debba essere aperta a tutte le persone libere da pregiudizi e da condizionamenti e che professino buoni costumi, come metodo di ricerca e di pratica morale.

Non costituirono mai impedimento all’accoglienza le differenze di censo, di sesso, di appartenenza a culture, religioni, partiti politici o movimenti ideologici.

Nella Loggia Sennedjem ci s’impegna solennemente a recuperare la Tradizione Unica e Perenne, nella quale si compendia ed articola il metodo massonico occidentale attuale; nonché a studiare, approfondire e migliorare l’aspetto simbolico e rituale, componente determinante del metodo stesso. Il lavoro della Loggia ha, dunque, un taglio esoterico, tradizionale, cabalistico, alchemico e gnostico; esso è particolarmente operativo e, per quanto possibile, in tutti e tre i gradi.

E’ altresì prevista la lettura di antichi “catechismi” muratori e di testi fondamentali della Tradizione Iniziatica Mediterranea.  Ciò poiché l’anelito di crescita spirituale, comune denominatore, è tenacemente perseguito da tutti i suoi membri.

Il titolo distintivo della Loggia si rifà al nome dell’artigiano che significa “Servitore nel Luogo della Verità”, vale a dire di un Operaio o Membro di una scuola Iniziatica Egizia.  Esso significa “Dolce Fratello”, dunque un “massone ante litteram”.

Infatti, tra “gli oggetti” deposti intorno al suo sarcofago sono stati ritrovati: un cubito per misurare – una squadra, con filo a piombo per livellare – una livella verticale sempre con filo a piombo per determinare la verticalità di una parete.

Sennedjem era un artigiano che lavorava nella necropoli della Valle dei Re e che visse durante la XIX dinastia al servizio di Seti I e di suo figlio il grande Ramesse II; ma era anche un funzionario di rango elevato con l’incarico di sorvegliante della necropoli dei re, come dimostra la scena parietale che lo ritrae con lo scettro Sekhem, simbolo di potere. 

La vera ricchezza della tomba è nelle splendide pitture parietali ricche di decorazioni con complicate scene tratte dal Libro dei morti e si ipotizza la stessa mano di artista che aveva decorato la tomba di Nefertari, con la quale vi sono vari punti in comune.

All’ingresso della tomba vi era una splendida porta di legno di sicomoro, dipinta di giallo con scene tratte dal capitolo 17 del Libro dei Morti ed oggi conservate al Museo egizio del Cairo.

I membri della Loggia riconoscono e s’impegnano a seguire il “Code Maçonnique” (un testo del XIX secolo diffuso in Francia in ambiente Massonico e Compagnonico):

  • Onora il Grande Architetto dell’Universo.
  • Ama il tuo prossimo. Non fare il male. Fai il bene.
  • Lascia parlare gli uomini.
  • Il vero culto del G A consiste nelle buone maniere.
  • Pertanto fai il bene per amore del bene stesso.
  • Mantieni costantemente la tua anima in uno stato puro per presentarti degnamente davanti al G A D U
  • Ama i buoni, abbi pietà dei deboli, fuggi i malvagi, ma non odiare nessuno.
  • Parla sobriamente con i grandi, prudentemente con i tuoi eguali, sinceramente con i tuoi amici, dolcemente con i piccoli, teneramente con i poveri.
  • Non lusingare tuo fratello, è un tradimento, se tuo fratello ti adula, temi che non ti corrompa.
  • Ascolta sempre la voce della tua coscienza.
  • Sii il padre dei poveri, ciascun sospiro che la tua durezza gli arrecherà, aumenterà il numero delle maledizioni che cadranno sulla tua testa.
  • Rispetta lo straniero che viaggia, aiutalo: la sua persona dev’essere sacra per te.
  • Evita le dispute, previeni gli insulti, tieni sempre la ragione al tuo fianco.
  • Rispetta le donne, non abusare mai della loro debolezza, e muori piuttosto che disonorarle.
  • Se il G A ti dà un figlio, ringrazialo, ma trema per il deposito che egli ti affida.
  • Sii per questo bimbo l’immagine della Divinità.
  • Fai in modo che fino 10 anni ti tema, che fino a 20 ti ami, che fino alla morte ti rispetti.
  • Fino a 10 anni sii suo maestro, fino a 20 suo padre, fino alla morte suo amico.
  • Pensa a dargli dei buoni principî, piuttosto che belle maniere; che ti sia debitore di una rettitudine illuminata e non di una frivola eleganza.
  • Rendilo un uomo onesto piuttosto che un uomo astuto.
  • Se ti vergogni del tuo stato, è orgoglio; considera che non è la funzione che ti onora o che ti degrada, ma il modo in cui l’eserciti.
  • Leggi e traine profitto, osserva e imita, rifletti e lavora.
  • Relaziona tutto all’utilità dei tuoi fratelli; ciò equivale a lavorare per te stesso.
  • Sii contento ovunque, di ogni cosa e con ogni cosa.
  • Gioisci della giustizia, adirati contro l’iniquità, soffri senza lamentarti.
  • Non giudicare le azioni degli uomini con leggerezza, non biasimare e ancor meno loda.
  • Pertiene al G A D U che sonda i cuori, apprezzare la loro opera.

La Loggia si riunisce normalmente in tornata rituale (salvo eccezioni dovute ad impossibilità per festività nazionali o calamità naturali) due volte al mese, nei giorni giovedì dispari.